OcchieOcchiali - La Accomodazione del cristallino

L’accomodazione del cristallino

maggio 29, 2015 di admin_occhieocchiali - Nessun commento
L’ accomodazione, o processo accomodativo, è quel meccanismo autonomo dell’apparato visivo, attuato con la contrazione del cristallino, che permette di creare sulla superficie della retina immagini a fuoco di oggetti posti a diversa distanza rispetto al punto remoto, o infinito nella visione emmetrope.
In questo modo l’occhio può variare la messa a fuoco tra oggetti vicini e lontani. Per una visione nitida è necessario che i raggi luminosi convergano in un punto preciso della retina.
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OcchieOcchiali – La Accomodazione del cristallino

La dimostrazione scientifica del processo accomodativo, e della capacità di aumentare il potere diottrico del cristallino nel processo visivo, fu attuata da Thomas Young, famoso oftalmologo britannico, nel 1801. L’esperimento, detto “esperimento di Young”, fu basato nell’applicazione di una pinza a livello anteriore e posteriore del bulbo oculare dello stesso scienziato, per valutare la presenza di fosfeni in caso di allungamento assiale dell’occhio e conseguente sollecitazione retinica. L’assenza di tale fenomeno percettivo dimostrò che la capacità accomodativa non è legata ad un allungamento o accorciamento oculare ma ad un meccanismo interno di adattamento ottico.
Hermann von Helmholtz, medico, fisiologo e fisico tedesco, nel 1837 dimostrò grazie all’utilizzo del nuovo strumento da lui progetta, l’oftalmoscopio, la variazione effettiva di curvatura della superficie anteriore del cristallino.
Nel processo di accomodazione si riscontrano differenti fenomeni di variazione fisiologica

  • aumento sensibile della curvatura di superficie della parte anteriore del cristallino
  • aumento minimo della curvatura di superficie della parte posteriore del cristallino
  • avvicinamento della superficie anteriore del cristallino alla cornea, con conseguente diminuzione del volume della camera anteriore
  • aumento dello spessore del cristallino e conseguente riduzione del diametro
  • aumento della tensione dei muscoli ciliari
  • spostamento inferiore del cristallino, legato probabilmente alla forza di gravità
  • aumento del potere diottrico refrattivo
  • generazione del processo di miosi, con riduzione del foro pupillare, definito riflesso sincinetico, poiché non stimolato direttamente dall’accomodazione ma associato ad esso.
Marzia Neviani (Optometrista e Contattologa)